qualche racconto di qualche viaggio e qualcosa in più
domenica 10 febbraio 2008
No, non ho perso l'indirizzo del mio blog.
Ma ho avuto da fare. Scusa tipica e facile, ma in effetti è anche quella vera.
Vacanze natalizie piene e anche dopo.
Nell'ordine, per fare chiarezza, sono stata in Puglia, a Torino (anche a Canelli per la precisione), a Trieste, a Firenze, a Friburgo, in Olanda e sono appena tornata da Kilkenny.
Uno dei buoni propositi per il 2008 era non ricadere nella spirale di noia e accidia dell'ultima parte del 2007.
Non conosco metodo migliore che andarmene in giro. Scoprire, conoscere, incontrare e sfidarsi. Probabilmente è però anche un modo comodo, efficace ed "elitario" (non propriamente economico) per sfuggire. Alla routine, ai problemi, alle decisioni.
Fatto sta che non smetterò. Tutto sta nella connotazione che si dà al viaggio e nella consapevolezza che la distanza fisica che si interpone tra la meta e casa non serve a scappare da se stessi.
Ma ho avuto da fare. Scusa tipica e facile, ma in effetti è anche quella vera.
Vacanze natalizie piene e anche dopo.
Nell'ordine, per fare chiarezza, sono stata in Puglia, a Torino (anche a Canelli per la precisione), a Trieste, a Firenze, a Friburgo, in Olanda e sono appena tornata da Kilkenny.
Uno dei buoni propositi per il 2008 era non ricadere nella spirale di noia e accidia dell'ultima parte del 2007.
Non conosco metodo migliore che andarmene in giro. Scoprire, conoscere, incontrare e sfidarsi. Probabilmente è però anche un modo comodo, efficace ed "elitario" (non propriamente economico) per sfuggire. Alla routine, ai problemi, alle decisioni.
Fatto sta che non smetterò. Tutto sta nella connotazione che si dà al viaggio e nella consapevolezza che la distanza fisica che si interpone tra la meta e casa non serve a scappare da se stessi.
lunedì 10 dicembre 2007
After three months...
Connor, 21 anni. Lavora per la televisione nazionale. Ha finito il college l'anno scorso.
Come lui, in Irlanda sono tanti. Qui la disoccupazione è al disotto del 3%. I soldi scorrono, girano. Si nota la facilità con cui spendono i soldi gli irlandesi durante il week-end. Vengono pagati settimanalmente e quindi il week-end significa godere dei frutti del duro lavoro di una settimana, meglio 5 giorni. Si spendono cifre che dall'esterno, in questo caso per me, sono anche eccessive, soprattutto se le comparo con uno stipendio italiano. Qui invece 100 euro a sera sono un'inezia. Mi sfugge la facilità con cui riescono a non badare ai soldi, è anche la prima volta che mi capita di trovare sempre monete per la strada, sugli autobus, nei negozi. Non solo 1 o 2 centesimi ma anche 1 o 2 euro.
In Irlanda il momento è propizio. Stanno cavalcando l'onda e non si chiedono perchè, come e per quanto. Spesso mi capita anche di pensare che gli irladesi siano superficiali. Probabilmente è vero per Dublino, una delle città più ricche al mondo. Ma non mi sbilancio per l'intera isola...anche se dei 4 milioni di irlandesi 2 vivono nella capitale...
Dopo poco più di 3 mesi qui, inizio ad intuire qualcosa. Cambia il punto di vista, la prospettiva. All'inizio sei turista, inevitabilmente. I tuoi occhi sono curiosi e si soffermano su aspetti più generali, strade, zone, monumenti. Poi, piano piano, errore dopo errore, intuizione dopo intuizione, inizi a entrare nelle dinamiche e nei ritmi della città finchè un giorno ti ritrovi sull'autobus ascoltando il lettore mp3 e senza pensare scendi alla tua fermata, cammini come guidata da qualcuno, entri in un coffe shop per un cappuccino, esci sempre pensando ad altro e improvvisamente ti rendi conto che è un abitudine, una nuova abitudine, che hai acquisito delle abituini a Dublino. Ora riconosci le case nelle strade che frequenti quasi ogni giorno, riconosci anche alcuni commessi nei negozi, ora noti la differenza tra il negozio che aumenta i prezzi per i turisti e sai dove fanno il mercato il sabato mattina. Ora ti accorgi perchè hai deciso di partire nuovamente e vivere per un po' in un nuovo Paese. Ora.
Come lui, in Irlanda sono tanti. Qui la disoccupazione è al disotto del 3%. I soldi scorrono, girano. Si nota la facilità con cui spendono i soldi gli irlandesi durante il week-end. Vengono pagati settimanalmente e quindi il week-end significa godere dei frutti del duro lavoro di una settimana, meglio 5 giorni. Si spendono cifre che dall'esterno, in questo caso per me, sono anche eccessive, soprattutto se le comparo con uno stipendio italiano. Qui invece 100 euro a sera sono un'inezia. Mi sfugge la facilità con cui riescono a non badare ai soldi, è anche la prima volta che mi capita di trovare sempre monete per la strada, sugli autobus, nei negozi. Non solo 1 o 2 centesimi ma anche 1 o 2 euro.
In Irlanda il momento è propizio. Stanno cavalcando l'onda e non si chiedono perchè, come e per quanto. Spesso mi capita anche di pensare che gli irladesi siano superficiali. Probabilmente è vero per Dublino, una delle città più ricche al mondo. Ma non mi sbilancio per l'intera isola...anche se dei 4 milioni di irlandesi 2 vivono nella capitale...
Dopo poco più di 3 mesi qui, inizio ad intuire qualcosa. Cambia il punto di vista, la prospettiva. All'inizio sei turista, inevitabilmente. I tuoi occhi sono curiosi e si soffermano su aspetti più generali, strade, zone, monumenti. Poi, piano piano, errore dopo errore, intuizione dopo intuizione, inizi a entrare nelle dinamiche e nei ritmi della città finchè un giorno ti ritrovi sull'autobus ascoltando il lettore mp3 e senza pensare scendi alla tua fermata, cammini come guidata da qualcuno, entri in un coffe shop per un cappuccino, esci sempre pensando ad altro e improvvisamente ti rendi conto che è un abitudine, una nuova abitudine, che hai acquisito delle abituini a Dublino. Ora riconosci le case nelle strade che frequenti quasi ogni giorno, riconosci anche alcuni commessi nei negozi, ora noti la differenza tra il negozio che aumenta i prezzi per i turisti e sai dove fanno il mercato il sabato mattina. Ora ti accorgi perchè hai deciso di partire nuovamente e vivere per un po' in un nuovo Paese. Ora.
mercoledì 7 novembre 2007
It's halloween time
Halloween è passato da tempo e le decorazione di zucche e mostri di vario genere sono già state soppiantate dagli addobbi natalizi. Secondo me è un po' presto, ma a quanto pare bisogna prendersi con largo anticipo da queste parti. Si parla già di regali, cene di natale, sbronze di natale..
Parlando di sbronze e di festeggiamenti ritorniamo ad Halloween. Primo anno in cui l'ho "festeggiato" in un paese che ha questa tradizione. Un mercoledì sera, una buona occasione infrasettimanale per bere, come se mancassero solitamente. Tutti o almeno la maggiorparte vestiti, una parola un po' grossa per qualcuno, dato che alcuni travestimenti consistevano in mutande e reggiseno (costume da hawayana) o in succinti babydoll per impersonare l'infermiera sexy. Quelli che non hanno sfidato i 5 gradi, ulteriormente abbassati dal vento gelido, hanno optato per i tradizionali costumi da vampiro o strega. La mia coinquilina Gemma, mi ha vivamente consigliato di non farmi sfuggire l'occasione e andare in centro a divertirmi, rigorosamente mascherata. La mia fantasia era decisamente spenta, ho optato per trucco pesante e il risultato si vede: un morto che cammina, o ci prova...mentre lei era una simpatica fatina sbronza, o come mi ha dettolei: I was a very very drunk fairy.
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