
Sabato, ora di pranzo.
La giornata è sorprendentemente bella, sole, ma maledettamente fredda. Ormai il caldo estivo è un bel ricordo. Anche se qui pare che il vento e l'acqua non siano un buon motivo per vestirsi, boh!
Qui al campus non c'è anima viva, qualche studente fuori sede e qualcun altro che si riprende dai bagordi del venrdì sera.
Direi che è il miglior momento per iniziare a scrivere, un momento di calma piatta, mentre aspetto che il pranzo sia pronto.
Ormai sono più di tre settimane che sono arrivata in Irlanda, ma ancora non ho una casa. Pensavo di averla trovata, ma ieri il ragazzo che doveva lasciarla mi ha gentilmente informata che prima di un mese o più non se ne andrà. Dunque punto e a capo, ricomincia la ricerca.
Per fortuna, non sono in mezzo ad una strada ma Luca mi ospita nel suo appartamento nel campus e i suoi coinqulini sono altrettanto gentili da non scocciarsi della mia presenza abusiva.
Ciononostante, un senso di precarietà permane. Ho i miei vestiti nelle valige, i miei orecchini sul fondo della valigia, le scarpe impacchetate.
Credo allo stesso tempo che non mi debba troppo lamentare. Sono solo sciocchezze, o no?
Vediamola come un'altra avventura...altrimenti di che lamentarsi??
Lunch is ready...
bye.
La giornata è sorprendentemente bella, sole, ma maledettamente fredda. Ormai il caldo estivo è un bel ricordo. Anche se qui pare che il vento e l'acqua non siano un buon motivo per vestirsi, boh!
Qui al campus non c'è anima viva, qualche studente fuori sede e qualcun altro che si riprende dai bagordi del venrdì sera.
Direi che è il miglior momento per iniziare a scrivere, un momento di calma piatta, mentre aspetto che il pranzo sia pronto.
Ormai sono più di tre settimane che sono arrivata in Irlanda, ma ancora non ho una casa. Pensavo di averla trovata, ma ieri il ragazzo che doveva lasciarla mi ha gentilmente informata che prima di un mese o più non se ne andrà. Dunque punto e a capo, ricomincia la ricerca.
Per fortuna, non sono in mezzo ad una strada ma Luca mi ospita nel suo appartamento nel campus e i suoi coinqulini sono altrettanto gentili da non scocciarsi della mia presenza abusiva.
Ciononostante, un senso di precarietà permane. Ho i miei vestiti nelle valige, i miei orecchini sul fondo della valigia, le scarpe impacchetate.
Credo allo stesso tempo che non mi debba troppo lamentare. Sono solo sciocchezze, o no?
Vediamola come un'altra avventura...altrimenti di che lamentarsi??
Lunch is ready...
bye.
3 commenti:
ciao Fede,
sono la prima a commentare...mi sento quasi onorata! Pensa solo che ho esattamente provato quello che senti...è una brutta sensazione. Solo son una camera che puoi dire tua per chissà quanto tempo ti inizierai a sentire meglio e potrai vivere pienamente il periodo bellissimo che ti aspetta. Ho pure dormito su un materassino gonfiabile da mare...ahahhaha...comunque sei fortunata che hai Luca come punto d'appoggio!!! Non vedo l'ora di venire a trovarti...pensa che il 19 novembre ci sarà un'invasione!!!!! un bacio.
ciao Federica!
bella questa idea del blog...spero di vedere anche qualche foto del Kenya!
mmmm, dubito che riusciro' a venirti a trovare...ma se tu decidi di passare da delhi......un po' di estate te la puoi fare....e non solo quella ovviamente.
qua per trovare casa chiedi nei negozi e ti danno numeri, numeri infiniti....mi aspetta una settimana di fuoco...
un bacione dal paese del casino abominevole, saro' un lettore fedele della tua pagina!
hey fede!non demordere vedrai che lì fuori c'è un astanza che aspetta solo te!ah e per il senso di precarietà permanente ti capisco in pieno,già sperimentato, ma dall'altro ieri ho deciso che era il caso di ristrutturarmi la stanza e soprattutto godermi la mia pistra elettrica nuova di zecca!ho vinto o no la prova del cuoco?e dunque nulla mi finisce in pancia se prima non è passato per le mie mani!ma cos'è qst storia del 19 novembre?devo fare uan capatina sul sito ryanair?
ps.io sono in Francia e francesi come il tuo qui non ne ho ancora visti?pourquoi?
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