Il primo week-end di ottobre a Belfast.
Ho colto l'occasione al volo, un'amica mi aveva detto che c'era questa "gita" e mi son detta perchè no?
Non ho avuto molto tempo per pensare a cosa fare a Belfast, cosa vedere. Siamo partiti sabato mattina e durante il viaggio in autobus abbiamo sfogliato la guida.
Le aspettative comunque c'erano. Cosa può essere questa città?cosa ci sarà? Tristemente famosa per gli scontri tra cattolici e protestanti, ma poi?c'è dell'altro?
La prima cosa che siamo andati a visitare è stata west Belfast, zona popolare con i quartieri cattolici e protestanti.
Prima la zona protestante. Bandiere della Gran Bretagna ovunque. Ogni casa con il suo murales, per dimostrare la loro appartanenza, l'orgoglio, la determinazione.
Siamo un gruppo numeroso, circa 20 persone. Io e altri due rimaniamo leggermente indietro, dei bambini ci girano intorno. I bambini tra i 6 e i 13 anni sono pericolosi, non fissarli. Se ti si avvicinano fai finta di nulla e vai dritto per la tua strada. Non hanno limiti, non si rendono conto di quello che fanno. Lanciare una pietra o sputarti addosso non fa differenza.
A Belfast ci hanno lanciato dietro le pietre. Tutti incolumi, ma fa un certo effetto veder piovere dei bei sassi a poca distanza dalla tua testa.
Nel quartiere protestante si respira un po' di tensione, o sono io che la percepisco dopo la sassaiola. Nonostante le numerose zone di verde, il degrado è molto visibile. Copertoni di macchina bruciati in giro, vetri rotti e cocci di bottiglia ovunque.
Un breve giro e poi andiamo verso i quartieri cattolici. Si passa attraverso la "terra di nessuno". Non c'è veramente nessuno, non ci sono case. Un lungo muro recintato da filo spinato. Si passa attraverso dei cancelli ed ecco che ricompaiono le case, i murales, le persone.
Il gruppo è decisamente troppo numeroso, soprattutto se non ci si conosce e si hanno priorità diverse. La maggior parte decide di prendere il taxi che fa fare il giro per i quartieri "degli scontri". Il tassista solitamente è un ex detenuto politico che illustra brevemente la storia e gli avvenimenti di quei quartieri. 8 puond a testa per fare un giro di un'ora.
Io e altri 3 italiani proseguiamo a piedi per le vie della zona cattolica. Il degrado c'è, ma la tensione è minore. L'orgoglio c'è e come ma non ci sono segni di risentimento. I murales sono altrettanto celebrativi, ma si percepisce un po' più di serenità. Il quartiere è più animato, più negozi, più pub, più parchi giochi.
Dopo 4 ore in giro per questa zona è ora di tornare e cenare.
Gentilmente, gli italiani sono stati messi ai fornelli. Ora, non voglio ripetermi, però cucinare la pasta per 26 persone con 2 pentole microscopiche, uno scolapasta rotto e il lavandino intasato è stata ardua. Ho visto cucinare cose quella sera ed ho mangiato una delle peggiori paste di cu io abbia memoria.
La domenica mattina inizia nel peggiore dei modi. Scoprire di non avere più il portafoglio con documenti &co. è stato sconfortante. Soluzioni: nessuna, se non aspettare di tornare a Dublino, denunciare il furto e iniziare a recuperare le varie carte e documenti. Intanto che siamo a Belfast vediamo quel che rimane. Ben poco, tutto deserto. Un giro all'università e poi al porto. Solo dopo le 2 del pomeriggio qualche impavido si aggira per le strade.
L'opinione generale è che 2 giorni sono più che sufficienti per vedere Belfast. Probabilmente mi aspettavo altro e, magari, con qualcuno del posto avremmo potuto apprezzare di più. Rimane l'impressione che sia una piccola città, grigia e poco accogliente. Perchè poi mi aspettassi altro non so.
qualche racconto di qualche viaggio e qualcosa in più
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